Frida Food&Drink: ristorante etico a km0

La bontà di un piatto dipende da due fattori. L’abilità di colui che ne è l’artefice e sopratutto la materia prima.
Se si hanno a disposizione ingredienti scadenti, di seconda scelta e non di stagione, un piatto, benchè firmato dallo chef stellato più illustre, non riuscirà mai a soddisfare il palato.
Un ristorante, una pizzeria, un bar per avere successo deve partire dalla materia prima.
A farlo è Frida, una catena di ristoranti, che privilegia materie prime ricercate e il km0. Il legame con il prodotto è così viscerale che il ristorante prende il nome da un’etichetta di vino dell’impresa agricola Tenuta le Libellule.
Dopo aver aperto Frida Food&Drink nel quartiere Parioli, la proprietà si è ampliata, decidendo di aprire un secondo locale in zona Talenti, a pochi passi dagli studi televisivi della Rai-Radiotelevisione italiana.


Ad essere uguale è solo il primo nome: dopo Food&Drink, Frida diventa Pizza&Cucina.
In uno spazio di 250 metri quadrati, 140 persone potranno gustare sia a pranzo sia a cena, o piatti tradizionali o pizze ad alta digeribilità.
Chi è l’artefice dei bocconi che escono caldi ed essenziali dalla cucina?

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Antonio Giordano, un piemontese trapiantato a Roma,  che dopo essersi fatto le ossa da Cristina Bowerman in qualità di chef presso Romeo Chef&Baker e poi sous chef presso Romeo all’Emporio e ancora, dopo il lavoro di consulenza svolto al noto e amato dalle masse ristorante Ginger e a Torino, ha trovato radici stabili presso la grande famiglia di Frida.
La sua è una cucina classica, semplice ed essenziale che gioca su pochi elementi, di alta qualità, lavorati il meno possibile. Le influenze piemontesi, benché presenti, sono sempre cavalcate dall’istinto romano.
In carta potrete trovare Rigatoni di pasta fresca all’amatriciana (11 euro), Tonnarrelli alla carbonara (11 euro), Orecchiette con cime di rapa baresi e salsiccia (11 euro). E ancora tra i secondi Filetto di manzo danese da 200 gr alla brace con patata al cartoccio (18 euro) oppure per i più golosi Hamburger di manzo con brie, chips di patate e salse fatte in casa (14 euro).
Io ho iniziato con un antipasto classico da trattoria-pizzeria: supplì, ma alla amatriciana, (3 euro) e crocchetta di patate con provola affumicata (3 euro). Morbidi all’interno e croccanti fuori sono il più tradizionale ed opportuno inizio per una cena a base di piatti romani veraci e pizza napoletana.

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Prima di procedere con l’antipasto vero e proprio arriva la pizza, appena sfornata dal maestro pizzaiolo Francesco del Bene di Turi, in arte Frenk.

Dopo esperienze importanti al ristorante San Lorenzo, La Pariolina, a Lussemburgo e Parma, ha deciso di soffermarsi sul concetto di pizza, studiandolo e perfezionandolo. Il risultato è un impasto con farine di grano tenero italiano, senza aggiunta di grassi animali, maturato lentamente e naturalmente per 72 ore. Dopo la cottura nel forno a legna la pizza viene sempre condita con olio extra vergine della Sabina Dop dell’azienda agricola Il Bagolaro, di proprietà di uno dei soci dei ristoranti.

I condimenti spaziano dalle classiche Margherita (6 euro), Amatriciana, Fiori di Zucca e Alici alle più insolite Totò con pomodoro, ricotta vaccina e mozzarella  o Trentina con zucchine, provola affumicata e speck fino a arrivare alle gourmet in lavagna in edizione limitata come la Pugliese, una focaccia con burrata pugliese affumicata di Putignano, olive taggiasche e capocollo di Martina Franca; la Mortazza con provola affumicata, mortadella artigianale di Bologna presidio slow food e  granella di pistacchi; la Patanegra con pomodoro, mozzarella di Bufala campana Dop, Patanegra Gran Riserva stagionato 24 Mesi (18 euro).

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Torniamo alla cucina!
L’antipasto vero e proprio che ci viene proposto è un flan di funghi porcini con una salsa al parmigiano reggiano molto intensa. Porcini e parmigiano sono due ingredienti nobili che Antonio decide di lasciare quasi in purezza, appena rinvigoriti da latte, panna e uova, necessari per la buona riuscita dello sformato e della fonduta.

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Il primo piatto chiama a gran voce il Natale: tortelli artigianali conditi con parmigiano reggiano, pecorino e pepe di Sichuan. Una simil cacio e pepe, ingentilita dal formaggio romagnolo e dai sentori spiccatamente agrumati del particolare pepe utilizzato.

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Il secondo è confortante e invernale: guancia di manzo brasata e schiacciata di patate. Si sente la mano piemontese del cuoco che sta dietro a questa preparazione, tipica delle Langhe.

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Chiudiamo in bellezza con un tiramisù che più tradizionale non si può: la crema al mascarpone è carica e voluttuosa, mentre il savoiardo, ben inzuppato nel caffè, da la giusta carica dopo una cena non propriamente leggera.

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Oltre alla cucina, oltre alla pizza c’è anche l’angolo del Salumaio con taglieri di salumi e formaggi di prima scelta da gustare sulla focaccia calda o in solitudine come coppa di Parma Igp, Susianella di Viterbo Presidio Slow food, Mortadella artigianale Bologna presidio Slow food e ancora nel reparto formaggio, Conciato di San Vittore, Blu di Capra, Fiocco della Tuscia, Pecorino di Picinisco, Cacio Ricotta di Capra, oppure, per chi ama l’esotico, Patanegra Serrano Gran Riserva Stagionato.

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La selezione di vini e birre artigianali, visibile sulle pareti che avvolgono le pareti bianche del locale, è ampia e accontenta tutte le richieste, di carne, pesce e pizza.

I ragazzi di Frida sono carichi e pieni di iniziativa: contano di aprire altri 8 locali entro il 2019 a Roma e non solo, sempre seguendo l’etica del buono e del sano.

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Frida Pizza&Cucina

Via Francesco D’Ovidio, 27, Roma

Aperto dalle 12:00 alle 23,00

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